Pianto in Poesia con Optimus Prime

Sei una cosa infelice, condannata ad aver gambe,
con ogni passo porti il peso di amori perduti, amori lasciati,
lavori persi, la montagna di carenze, l’ammontare di mancanze.
Ma le tue gambe si stancano di tenerlo, e te lo muovi sopra
alla testa. Poi la tua testa si stanca, e te lo sposti
sulle spalle. Poi sono stanche & te sei stanco
& non sai cosa fare se non ripiantartelo nelle gambe,
nei piedi, & trascinartelo nel supermercato.
Provi a vendere il tuo dolore al polipo
i cui tentacoli giacciono a fettine. Ma non vuole.
Provi a congelare il tuo buio ma il freezer
lo risputa. Metti un cappello rosa al tuo grigiore
& lo marci verso il negozio di giocattoli dove provi a darlo via,
restituirlo all’ultima versione dell’irraggiungibile
robot della tua infanzia, il camion che si trasforma, un paio
di braccia che reggono pistole, potrebbe reggere il tuo dolore, te.
Ma il pianto è retto dal tuo cuore ora, la tua squisita
macchina personale che sembra finalmente riuscire a contenerlo.
Poi anche il muscolo più testardo si stanca, & lo spedisce
lungo il sistema circolatorio & il sangue lo porta
in ogni parte del tuo corpo allo stesso tempo, e non c’è più movimento.
E allora rimani, seduto nel negozio di giocattoli, come la fine
di una valanga, ogni roccia, albero & desiderio che sia tuo
ora schiacciato, ammassato. & l’urlo della tua sconfitta
è il richiamo che abbatte la montagna.

Originale in inglese di Chen Chen, ‘Sorrow Song with Optimus Prime

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